Tante cose successe dopo l'acquisizione Oracle di Sun.
Sicuramente c'è da gioire perchè si spera in un grande Solaris 11 che sarà di nuovo il più moderno e "VENDUTO" sistema operativo unix Enterprise.
Per quanto riguarda Opensolaris e l'open source, invece, solo schiaffi:
Opensolaris è morto!!
Il progetto fork IllumOS ne vuole prendere il posto. Ecco le istruzioni per compilare i nuovi bits:
http://www.illumos.org/projects/illumos-gate/wiki/How_To_Build_Illumos
Visualizzazione post con etichetta oss. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta oss. Mostra tutti i post
martedì 31 agosto 2010
martedì 23 febbraio 2010
Quake 3 su Solaris
Sean McGrath ha postato sul suo blog, post ripreso da PlanetSolaris gli screenshots di Quake3 giocato su Solaris.
A quanto pare, Icculus.org avrebbe rilasciato un port per x64 ma anche per SPARC!
I links:
venerdì 29 maggio 2009
Cisco IOS: scripting con Tcl
Mentre preparavo uno script perl per eseguire una serie di comandi da remoto sul mio Cisco, una ricerca su Google, mi porta a una scoperta molto interessante.
Mi ha stupito, che, di ciò che segue, non ne ho mai sentito parola, ne da colleghi specializzati, ne durante lo studio sul programma CCNA, ne nei luoghi di discussione quali forums, irc chat ecc.
IOS contiene un linguaggio di scripting: TCL, pronunciabile tickle.
Non è certo il più famoso scripting language, ma c'è, ed è molto maturo.
Basta, in enable mode, digitare tclsh:
wallbox#tclsh
wallbox(tcl)#
e per uscire tclquit.
E' disponibile dalle seguenti releases in poi nella versione 12.2 (25 della T) e 12.3 (2 della S). La CLI diventa ibrida ed è possibile quindi utilizzarla anche per digitare comandi IOS.
Informazioni qui e qui
domenica 7 dicembre 2008
Nautilus: piccole curiosità
Navigando il filesystem sul mio portatile conil Nautilus di Gnome, ho dedicato un pò di tempo per imparare qualcosa sui settaggi possibili e migliorare l'usabilità tramite di essi. Questo manager utilizza Gvfs, il Gnome Virtual Filesystem, di recentissima concezione e composto di alcuni demoni e librerie. La visualizzazione degli oggetti può essere a elenco o a icone. La prima restituisce un elenco, uno per riga, di files e directories e i loro attributi; la visualizzazione a icone permette di vedere il contenuto nella classica modalità dove più icone occupano lo spazio su file e colonne identificate dal loro nome a fianco o in basso.
E' possibile decidere quali informazioni sugli oggetti visualizzare dal pannello Preferenze. Tra queste vi è la dimensione. Abilitato i flag dimesione e possibile in modalità elenco, ordinare le dimensione i files. Nel caso di directories, però, non viene visualizzata la dimensione; per loro in questo campo viene conteggiato il numero di oggetti che contiene, siano essi files o dirs.
Ordinando per dimensione i contenuti di una directory mista filess e dirs, verranno visualizzati prima i files e poi le directories, rispettivamente sistemati dal più grande al più piccolo in numero di Megabytes e in numero di oggetti.
Nautilus può essere lanciato con diversi flags, tra i quali, mi è capitato di usare:
--no-desktop per lanciare il file-manager senza il supporto alla gestione della scrivania. Molto utile per utilizzare Nautilus su un altro WM/DE, ad esempio;
--browser server ad aprire una finestra in modalità esplorazione
E' possibile decidere quali informazioni sugli oggetti visualizzare dal pannello Preferenze. Tra queste vi è la dimensione. Abilitato i flag dimesione e possibile in modalità elenco, ordinare le dimensione i files. Nel caso di directories, però, non viene visualizzata la dimensione; per loro in questo campo viene conteggiato il numero di oggetti che contiene, siano essi files o dirs.
Ordinando per dimensione i contenuti di una directory mista filess e dirs, verranno visualizzati prima i files e poi le directories, rispettivamente sistemati dal più grande al più piccolo in numero di Megabytes e in numero di oggetti.
Nautilus può essere lanciato con diversi flags, tra i quali, mi è capitato di usare:
--no-desktop per lanciare il file-manager senza il supporto alla gestione della scrivania. Molto utile per utilizzare Nautilus su un altro WM/DE, ad esempio;
--browser server ad aprire una finestra in modalità esplorazione
lunedì 6 ottobre 2008
LAOP: Php e Oracle su Linux
Smanettando con Oracle ho deciso di interfacciarmici con un linguaggio che già conosco e col quale ho realizzato qualche piccola applicazioncina, solitamente usando come backend mySQL.
L'installazione di Oracle su Debian 32bit, e successivo patching alla 10.2.0.4 è stato abbastanza painless. Ho scelto Oracle Database Enterprise Edition, anzichè Oracle XE, per il quale sono forniti binari pacchettizati deb; più che altro per uniformità con la versione che mi ritrovo in ambienti di produzione al lavoro. Tempo fa, lo avevo installato su un HP con Gentoo 64bit e fu dura; questa volta invece tutto liscio.
E' stato sufficiente esportare il display e lanciare la GUI d'installazione con un unico parametro:
Per il patching da 10.2.0.1 a 10.2.0.4 è sufficiente fare la stessa cosa descritta qui sopra. Naturalmente ho omesso alcuni passi di preparazione dell'installazione tra cui la creazione dell'utente e l'impostazione dell'ambiente.
Per Apache e Php basta il solito apt-get install. Dopodichè consiglio di verificare che tutto funzioni mettendo il file index.php in /var/www con i contenuti che seguono:
In breve:
Una piccola modifica ancora
Questa è una delle possibili configurazioni per poter utilizzare un db Oracle come backend per PHP. Per altre possibilità e un mucchio di informazioni utili in 195 pagine, ci si può rifare al pdf:
L'installazione di Oracle su Debian 32bit, e successivo patching alla 10.2.0.4 è stato abbastanza painless. Ho scelto Oracle Database Enterprise Edition, anzichè Oracle XE, per il quale sono forniti binari pacchettizati deb; più che altro per uniformità con la versione che mi ritrovo in ambienti di produzione al lavoro. Tempo fa, lo avevo installato su un HP con Gentoo 64bit e fu dura; questa volta invece tutto liscio.
E' stato sufficiente esportare il display e lanciare la GUI d'installazione con un unico parametro:
#./runInstaller -ignoreSysPrereqsQuesto permette di poter installare senza che venga eseguito il check di sistema operativo e versione; infatti, se non è tra gli OSes supportati, l'OUI (Oracle Universal Installer) esce e quitta.
Per il patching da 10.2.0.1 a 10.2.0.4 è sufficiente fare la stessa cosa descritta qui sopra. Naturalmente ho omesso alcuni passi di preparazione dell'installazione tra cui la creazione dell'utente e l'impostazione dell'ambiente.
Per Apache e Php basta il solito apt-get install. Dopodichè consiglio di verificare che tutto funzioni mettendo il file index.php in /var/www con i contenuti che seguono:
phpinfo():Manca solo interfacciare PHP a Oracle. Per questo mi son rifatto a una procedura veloce e pulita, descritta sul sito morse.nl
?>
In breve:
#apt-get install php5-dev php-pearIl secondo fornisce il comando pecl da usare per installare l'estensione Oracle oci8. E' sufficiente passargli la $ORACLE_HOME quando verrà richiesto il PATH dove risiede l'Instantclient. Quest'ultimo sarebbe da installare precedentemente ai pacchetti qui sopra, nel caso la parte server di Oracle risiedesse su un'altro sistema.
Una piccola modifica ancora
#echo "extension=oci8.so" >> /etc/php5/apache2/php.inie siamo a posto. Restartando Apache e accedendo di nuovo alla index.php creata prima, è possibile vedere i riferimenti all'estensione oci8.
Questa è una delle possibili configurazioni per poter utilizzare un db Oracle come backend per PHP. Per altre possibilità e un mucchio di informazioni utili in 195 pagine, ci si può rifare al pdf:
The Underground PHP and Oracle Manual
sabato 28 giugno 2008
Opensolaris 2008.5
Oggi ho installato Opensolaris sul mio notebook. Aveva bisogno di una rinfrescata, avevo su una SXCE 83 ormai datata e incasinata.
E perchè allora non provare la discussa Indiana!!
Devo dire che, rispetto alla b83 di SX c'è qualcosa di più della sensazione di una maggiore velocità, sia nel boot che nell'esecuzione dei programmi in ambiente Desktop.
I cambiamenti sono tanti, ma soprattutto incisivi.
Zfs soppianta in toto UFS; questo devo dire mi sta lasciando un bel pò di confusione.
IPS per gestire i pacchetti e il passaggio a una build superiore: in pratica utilizza un mix di snapshot/cloning zfs e Live Upgrade, frutto del comando pkg image-update. L'ho provato, ha fatto tutto lui, e dopo il reboot non ha funzionato. Credo di essere riuscito a tornare al sistema precedente e di rimuovere i resti del fallito upgrade. Tutto sommato, mi aspettavo che questo sistema di gestione dei pacchetti fosse, intuitivo, più semplice e veloce (è un accrocchio Python, a quanto pare l'errore Gentoo Portage non ha insegnato niente a nessuno). Mi aspettavo l'ennesimo apt-get ,pkg-get con la sua semplicità e friendliness, e invece c'è da usare il man anche per la più semplice operazione. Mi abituerò.
Questo post è in movimento, posterò il resto più tardi
06/07/2008 UPDATE:
E' dura per me ammetterlo, ma per avere un portatile con cui poter lavorare in modo confortevole, ho dovuto rimuovere Opensolaris ... l'alternativa era tornare a Solaris Express, ma alla fine mi sono convinto col fare il salto della barricata.
Opensolaris non mi piace, non funziona come vorrei, è scomodo, pesante, buggato; la disponibilità di pacchetti nelle repositories IPS, che era una delle features che mi ha attratto è scarsa, tant'è che negli ultimi due giorni avevo messo su pkg-get di Blastwave, che con la sua disarmante velocità, semplicità e somiglianza ad APT, è una gran cosa per gli utenti Solaris.
Insomma, tra FreeBSD e Linux, alla fine ho scelto Debian ... vedremo cosa dirà il tempo, insistere su usare Opensolaris o SX sul portatile ha saputo darmi un'idea di "privazione" che Linux non mi da, sebbene non possieda tante features che il bimbo di Sun ha.
E perchè allora non provare la discussa Indiana!!
Devo dire che, rispetto alla b83 di SX c'è qualcosa di più della sensazione di una maggiore velocità, sia nel boot che nell'esecuzione dei programmi in ambiente Desktop.
I cambiamenti sono tanti, ma soprattutto incisivi.
Zfs soppianta in toto UFS; questo devo dire mi sta lasciando un bel pò di confusione.
IPS per gestire i pacchetti e il passaggio a una build superiore: in pratica utilizza un mix di snapshot/cloning zfs e Live Upgrade, frutto del comando pkg image-update. L'ho provato, ha fatto tutto lui, e dopo il reboot non ha funzionato. Credo di essere riuscito a tornare al sistema precedente e di rimuovere i resti del fallito upgrade. Tutto sommato, mi aspettavo che questo sistema di gestione dei pacchetti fosse, intuitivo, più semplice e veloce (è un accrocchio Python, a quanto pare l'errore Gentoo Portage non ha insegnato niente a nessuno). Mi aspettavo l'ennesimo apt-get ,pkg-get con la sua semplicità e friendliness, e invece c'è da usare il man anche per la più semplice operazione. Mi abituerò.
Questo post è in movimento, posterò il resto più tardi
06/07/2008 UPDATE:
E' dura per me ammetterlo, ma per avere un portatile con cui poter lavorare in modo confortevole, ho dovuto rimuovere Opensolaris ... l'alternativa era tornare a Solaris Express, ma alla fine mi sono convinto col fare il salto della barricata.
Opensolaris non mi piace, non funziona come vorrei, è scomodo, pesante, buggato; la disponibilità di pacchetti nelle repositories IPS, che era una delle features che mi ha attratto è scarsa, tant'è che negli ultimi due giorni avevo messo su pkg-get di Blastwave, che con la sua disarmante velocità, semplicità e somiglianza ad APT, è una gran cosa per gli utenti Solaris.
Insomma, tra FreeBSD e Linux, alla fine ho scelto Debian ... vedremo cosa dirà il tempo, insistere su usare Opensolaris o SX sul portatile ha saputo darmi un'idea di "privazione" che Linux non mi da, sebbene non possieda tante features che il bimbo di Sun ha.
mercoledì 11 giugno 2008
Debian: voglio sempre lo stesso kernel!
Stasera cercavo di far smettere ad apt di continuare a propormi l'ennesimo update del kernel.
Questo per ovviare al "piccolo inconveniente" di dover aggiornare qualcosa come 10 revisions in 10 giorni ... un bit esagerato, trovo.
Il mio amico Norsys mi punta a una guida su Debianizzati.org, la cosa è semplice quanto interessante.
dpkg --get-selections > selections.txt
Questo mi genera un file di testo contenente la lista dei pacchetti e l'azione da intraprendere in caso di update.
Esse possono essere: install, deinstall, hold.
Ciò di cui ho bisogno è di mettere in hold l'attuale kernel contenuto nel pacchetto linux-image-2.6.24-16-386 e i suoi amichetti tipo restricted-modules ecc. Metto il tag hold, et voilà.
E' necessario reimportare le selezioni
dpkg --set-selections < selections.txt
A questo punto la presenza della revision 19 dell'immagine del kernel in un apt-get update è
censurata con grande happiness del sottoscritto.
C'è da considerare che, come anche indicato nella guida, questa scelta potrebbe inibire
l'update di altri pacchetti che dipendono da un linux-image più recente, ma questo era già stato
messo in conto e quindi è da consigliare un aggiornamento di tanto in tanto.
Questo per ovviare al "piccolo inconveniente" di dover aggiornare qualcosa come 10 revisions in 10 giorni ... un bit esagerato, trovo.
Il mio amico Norsys mi punta a una guida su Debianizzati.org, la cosa è semplice quanto interessante.
dpkg --get-selections > selections.txt
Questo mi genera un file di testo contenente la lista dei pacchetti e l'azione da intraprendere in caso di update.
Esse possono essere: install, deinstall, hold.
Ciò di cui ho bisogno è di mettere in hold l'attuale kernel contenuto nel pacchetto linux-image-2.6.24-16-386 e i suoi amichetti tipo restricted-modules ecc. Metto il tag hold, et voilà.
E' necessario reimportare le selezioni
dpkg --set-selections < selections.txt
A questo punto la presenza della revision 19 dell'immagine del kernel in un apt-get update è
censurata con grande happiness del sottoscritto.
C'è da considerare che, come anche indicato nella guida, questa scelta potrebbe inibire
l'update di altri pacchetti che dipendono da un linux-image più recente, ma questo era già stato
messo in conto e quindi è da consigliare un aggiornamento di tanto in tanto.
lunedì 11 febbraio 2008
VPN e Desktop remoto; lusso!!
Con la capacità di banda delle connessioni, al giorno d'oggi ci si può "scialare" e offrirsi qualche lusso quando necessario.
Tipo una sessione X remota dalla macchina linux di casa alla workstation Solaris in ufficio?
VPN, rdesktop e magari tsclient sono ciò di cui si ha bisogno.
Per la vpn uso quasi esclusivamente vpnc che funziona egregiamente su qualsiasi sistema operativo; o almeno, io lo uso con successo su diversi flavours di Linux, FreeBSD 8, Solaris 10 e Solaris Express, sebbene questi ultimi due hanno necessitato di qualche ora di scervellamento.
xdmpc e tsclient sono anch'essi disponibili ovunque e laddove non è possibile averli, installare un server vnc è decente alternativa; la cosa carina di tsclient è che offre una gestione centralizzata con possibilità di salvare i profili per le connessioni desktop remoto coi protocolli xdmpc, vnc, rdp, rdp5.
Ultimamente, nei giorni in cui "telelavoro" da casa via vpn Trento-Torino, farcito di Alice 20 Mbit, produco egregiamente, fermandomi solo per pensare quanto il telelavoro in Italia sia un sogno per pochi, e quanti benefici darebbe utilizzarlo.
Tipo una sessione X remota dalla macchina linux di casa alla workstation Solaris in ufficio?
VPN, rdesktop e magari tsclient sono ciò di cui si ha bisogno.
Per la vpn uso quasi esclusivamente vpnc che funziona egregiamente su qualsiasi sistema operativo; o almeno, io lo uso con successo su diversi flavours di Linux, FreeBSD 8, Solaris 10 e Solaris Express, sebbene questi ultimi due hanno necessitato di qualche ora di scervellamento.
xdmpc e tsclient sono anch'essi disponibili ovunque e laddove non è possibile averli, installare un server vnc è decente alternativa; la cosa carina di tsclient è che offre una gestione centralizzata con possibilità di salvare i profili per le connessioni desktop remoto coi protocolli xdmpc, vnc, rdp, rdp5.
Ultimamente, nei giorni in cui "telelavoro" da casa via vpn Trento-Torino, farcito di Alice 20 Mbit, produco egregiamente, fermandomi solo per pensare quanto il telelavoro in Italia sia un sogno per pochi, e quanti benefici darebbe utilizzarlo.
mercoledì 6 febbraio 2008
I tar, You tar , He ...
Da SunManagers (febbraio 2008) Thread Tar question Solaris 9
1. Never archive/backup (tar, cpio) anything by absolute path!
Always 'cd' and use the relative path. Example: you want to
backup /var you should do;
cd /
tar cvf /opt/NOME.tar ./var/* # Notice it is DOT-/var
This will give you an /opt/NOME.tar which you can extract from
anywhere. If you wanted to restore to your REAL /var, you use the
same method as above:
cd /
tar xvf /opt/NOME.tar
Which will extract to 'var' which is relative to / (here).
Of course, you can also:
cd /tmp
tar xvf /opt/NOME.tar
and extract to /tmp/var/...
2. I always prefer to use GNU tar (gtar) to create/extract tarballs.
(On my Solaris9 systems it is: /usr/sfw/bin/gtar)
By default, GNU tar will convert absolute paths to relative paths
(changes leading '/' to './'). gtar is probably not available in
boot -s environment where you have system mounted under /a;
however, IIRC tarballs created with gtar will extract with plain
old tar. You might experiment to verify that it works for you.
Hope this helps.
Hi,
Try this;
cd /var
tar clf - * | (cd /a; tar xpf -)
lunedì 20 agosto 2007
Patch Check Advanced
Io uso PCA per gestire le patches sui servers che amministro. A detta di molti se non tutti, questo script Perl, sembra essere di gran lunga migliore di tutti i tools che Sun nel tempo ha tirato fuori, e direi missed, per l'installazione delle numerose patches, tra l'altro uno dei più painful aspetti di Solaris;
per qualche motivo, la cosa sembra non piacere a Sun, o è solo una mia impressione; fatto sta che di tanto in tanto PCA si "rompe" ... quanti cambiamenti fa Sun ai suoi siti?
L'unico modo per tenerlo in forma e funzionante e riscaricare lo script qui:
http://www.par.univie.ac.at/solaris/pca/news.html
stando al passo con gli sforzi di Martin Paul di ovviare agli inconvenienti che spesso rendono broken il suo geniale script.
L'ho appena sistemato dopo che per quasi tutto agosto (MP era in ferie) le patches non erano disponibili via pca.
per qualche motivo, la cosa sembra non piacere a Sun, o è solo una mia impressione; fatto sta che di tanto in tanto PCA si "rompe" ... quanti cambiamenti fa Sun ai suoi siti?
L'unico modo per tenerlo in forma e funzionante e riscaricare lo script qui:
http://www.par.univie.ac.at/solaris/pca/news.html
stando al passo con gli sforzi di Martin Paul di ovviare agli inconvenienti che spesso rendono broken il suo geniale script.
L'ho appena sistemato dopo che per quasi tutto agosto (MP era in ferie) le patches non erano disponibili via pca.
venerdì 22 giugno 2007
openldap bug in cambio password
Su uno dei Fire 4800 abbiamo un'applicativo che utilizza una directory openldap per la gestione delle utenze. Se ho ben capito replica su una tablespace Oracle le utenze e utilizza questa replica nel caso il demone slapd non fosse disponibile.
L'utilizzo di openldap pare dovuto a un decisamente buono incremento prestazionale rispetto all'utilizzo del db.
Ora, dopo un aggiornamento dell'applicativo interessato (un accrocchio di jboss tomcat e oracle), la versione di openldap in uso da 3 anni, una 2.1.25 ha cominciato a dare problemi.
Dopo un periodo di debug, kilometri di logs letti, dovrei avere stabilito l'origine del problema. Si tratterebbe di un bug documentato, dove un cambio password eseguito dall'applicativo causerebbe una corruzione del db (un BerkeleyDB 4.2.52 pacchettizzato SunFreeware). Unico modo di recuperare la directory era un ripristino da backup dei files del db o uno slapadd da precedente slapcat, quindi da un .ldif
Stamattina, vinta la guerra burocratica che tutto rende difficile, ho messo in produzione l'ultima stabile di openldap, la 2.3.32, sistemato il file di configurazione slapd.conf , che a distanza di anni ha introdotto un paio di cambi sintattici (attrs==attributes e simili).
La procedura di migrazione è stata alquanto indolore e semplice, inoltre ho, come sempre, optato per un aggiornamento con installazione in parallelo di binari e database nuovo, in modo da poter tornare indietro in una manciata di secondi al verificarsi di problemi imprevisti (che ci sono sempre soprattutto quando hai una macchina che è in produzione e centinaia di utenti che aprono chiamate a /dev/random anche abbastanza imbufaliti.
I tests di creazione utente e cambio password sembrano essere andati a buon fine; dopo 6 ore che il nuovo demone lavora tutto sembra ok.
In un prossimo post la procedura di aggiornamento.
L'utilizzo di openldap pare dovuto a un decisamente buono incremento prestazionale rispetto all'utilizzo del db.
Ora, dopo un aggiornamento dell'applicativo interessato (un accrocchio di jboss tomcat e oracle), la versione di openldap in uso da 3 anni, una 2.1.25 ha cominciato a dare problemi.
Dopo un periodo di debug, kilometri di logs letti, dovrei avere stabilito l'origine del problema. Si tratterebbe di un bug documentato, dove un cambio password eseguito dall'applicativo causerebbe una corruzione del db (un BerkeleyDB 4.2.52 pacchettizzato SunFreeware). Unico modo di recuperare la directory era un ripristino da backup dei files del db o uno slapadd da precedente slapcat, quindi da un .ldif
Stamattina, vinta la guerra burocratica che tutto rende difficile, ho messo in produzione l'ultima stabile di openldap, la 2.3.32, sistemato il file di configurazione slapd.conf , che a distanza di anni ha introdotto un paio di cambi sintattici (attrs==attributes e simili).
La procedura di migrazione è stata alquanto indolore e semplice, inoltre ho, come sempre, optato per un aggiornamento con installazione in parallelo di binari e database nuovo, in modo da poter tornare indietro in una manciata di secondi al verificarsi di problemi imprevisti (che ci sono sempre soprattutto quando hai una macchina che è in produzione e centinaia di utenti che aprono chiamate a /dev/random anche abbastanza imbufaliti.
I tests di creazione utente e cambio password sembrano essere andati a buon fine; dopo 6 ore che il nuovo demone lavora tutto sembra ok.
In un prossimo post la procedura di aggiornamento.
Iscriviti a:
Post (Atom)