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sabato 6 febbraio 2010

Linux e Solaris per Oracle + Articoli

"I love Linux. We're big supporters of Linux, [but] Solaris is an older and more capable operating system," Ellison said.
Quanta verità :)

Oracle's Phillips said the company is pouring more R&D money into fueling its vision of integrated technology stacks. He said Oracle this year will spend $4.3 billion in R&D, up from $2.8 billion in 2009 and $2.7 billion in 2008.

"We're not only going to keep the Sun name, we're going to invigorate it," Phillips said. "We are going to make Sun the gold standard in servers under our products."

Inoltre un pò di link interessanti:
http://www.eweek.com/c/a/IT-Infrastructure/Oracle-to-Revamp-Sun-Supply-Chain-504058/?kc=EWKNLDAT02042010STR4
http://www.eweek.com/c/a/Channel/Oracle-to-Invest-in-Sun-Hardware-827858/
http://blogs.sun.com/jimgris/entry/linux_solaris
http://www.cuddletech.com/blog/pivot/entry.php?id=1108
http://www.serverwatch.com/news/article.php/3861376/Whats-the-Future-of-Linux-and-Solaris-at-Oracle.htm

sabato 22 agosto 2009

Bash For loop con range numerico, in quanti modi

E io che esaltavo ksh per la sua semplicità e praticità.
Se devi fare un loop for governato da una sequenza numerica, con Bash hai una valanga di possibilità per l'implementazione. Ho odiato il secondo esempio per mesi prima di apprendere gli altri metodi, inoltre nelle vecchie versioni di Bash non esisteva seq o la forma "n .. n" presa proprio dalla Korn:

for I in {1..10}; do echo $I; done
for I in 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10; do echo $I; done
for I in $(seq 1 10); do echo $I; done
for i in $(seq 10); do echo $I; done
for ((I=1; I <= 10 ; I++)); do echo $I; done


Do credito alla fonte per questa raccolta di esempi; visto che ogni volta mi dimentico la sintassi e ho bisogno di rivedermela, volevo da tempo aggiungerla qui.

domenica 2 agosto 2009

Montare UFS in Linux

La tabella dei types da passare al comando mount in Linux per montare filesystems ufs
  • old : Old format of ufs, this is the default, read only. (Don’t forget to give the -r option.)
  • 44bsd : For filesystems created by a BSD-like system like NetBSD,FreeBSD, and OpenBSD
  • sun : For filesystems created by SunOS or Solaris on Sparc.
  • sunx86 : For filesystems created by Solaris on x86.
  • hp : For filesystems created by HP-UX, read-only.
  • nextstep : For filesystems created by NeXTStep (read only).
  • nextstep-cd : For NextStep CDROMs (block_size == 2048),
  • openstep : For filesystems created by OpenStep (currently read only). The same filesystem type is also used by MacOSX
es:

# mount -t ufs -o ufstype=sun /dev/sdb1 /mnt

lunedì 22 giugno 2009

Quale Virtualbox?Lla versione brandizzata, of course

Ho provato Virtualbox: dopo che mi sono arreso nel cercare l'ennesima patch per Vmware server per l'ennesimo kernel linux; come al solito i moduli non si compilano e una volta a settimana, cambiata versione di vmware o di kernel, bisogna ricercare da zero una qualche patch ... ma @#@¼#!

Lo trovo nella repository Debian come Virtualbox-OSE, la versione pura e opensource, amica di Dio e conforme ai dettami open e alle linee guida source ... tutto molto bello ... peccato che la mia virtual machine con 16 dischi non ci può bootare!! Infatti, dopo 10000 tentativi di bootare una virtualmachine preconfezionata da Sun, scopro che i controllers aggiuntivi (non l'IDE a due canali di default con i suoi 4 devices massimi), siano essi SATA o SCSI Lsi o BusLogic, non sono supportati. Sono attivabili ma al boot un errore blocca tutto. La cosa naturalmente è non/maldocumentata in puro stile Linux.

Allora, visto che c'è, ripiego sulla versione Black-Voodoo del software di virtualizzazione, brandizzato Sun: Sun Virtualbox.

Identico, versione 2.2.4, ma con controllers aggiuntivi funzionanti ... evviva!
Tralasciando il fatto che da qualche parte ho letto che è uscita la versione 3.0 di Virtualbox ma da nessuna parte ne trovo menzione sui siti Sun e virtualbox.org, booto felice la mia Vmachine con tutti i suo dischi sata. Da ricordare in futuro...

domenica 21 giugno 2009

Ritocco la foto anche io, un'incapace

Ormai i programmi di editing e fotoritocco fanno qualsiasi cosa, e la fanno bene. A questi software si è avvicinato un gran numero di utenti con scarsissime conoscenze in informatica e dell'arte del fotoritocco al computer; questo grazie al diffondersi di fotocamere di tutti i tipi e di tutti i prezzi.

I softwares professionali e superevoluti, però, hanno features avanzate ma sono unfriendly anche per i più smanettoni, e si rischia di perdercisi.
I softwares più semplici, per fare le "cose alla veloce", invece, fanno al caso di molti. Oggi ho provato Gthumb per fare questa semplice cosa.

Far diventare questo:

Questo:


Semplice e efficace, come serve a molti di noi profani.

venerdì 10 aprile 2009

Amarok 2

Ho scoperto solo oggi che è stato rilasciato in Dicembre '08 la versione 2.0 di Amarok, il jukebox per KDE più bello che c'è.
Io uso Gnome, ma non ci rinuncio, inoltre è disponibile anche per Windows, come componente di KDE For Windows.

Informazioni qui

martedì 3 marzo 2009

Come fare: Connesione Xdmcp

Mi capita di volermi connettere a un desktop linux remoto per vari motivi. Odio VNC e simili, per il semplice fatto che non sono integrati o nativi del sistema. X ha già ciò che serve per realizzare una sessione remota; non tutti lo sanno ... e vedo in continuazione clienti che usano VNC ignari degli strumenti integrati nel proprio OS; addirittura sui servers!! Tutto ciò per poi magari aprire un xterm da CDE o Gnome e dare due comandi, cosa che potevano benissimo fare con ssh. tsclient è una GUI per connettersi a un host remoto e supporta vari protocolli tra cui RDP, VNC, ICA e il nostro amico XDMCP. Per "attivarne" il supporto basta installare i binari necessari. Su Debian servono i seguenti pacchetti:
RDP --> rdesktop VNC --> xvnc4viewer o uno dei molteplici cloni disponibili. ICA --> icaclient di cytrix (non in repository XDMCP --> xnest

mercoledì 25 febbraio 2009

Netinstalling Solaris Vs. Linux "Broken" NFSd

La fiera delle stranezze che l'implementazione NFS di linux riesce a metter su ogni volta, è incredibile.
Questa volta, installando da rete Solaris 10 U6 ... al momento di montare via NFS il cdrom, l'installer fallisce, verificando i logs sull'install server Debian, mi trovo un:
Feb 24 23:53:39 debian mountd[8682]: Unauthorized access by NFS client 192.168.5.11.
Feb 24 23:53:39 debian mountd[8682]: Blocked attempt of 192.168.5.11 to mount /extra/media
Mmhh ... comincio a giocare senza troppa convinzione col file /etc/exports ... mmh; l'unica cosa che rimane è invariata è l'asterisco che indica che tutti gli hosts hanno permesso di montare l'export:
/srv/sol/Boot *(sync,ro,no_root_squash,all_squash,insecure)
/srv/media *(sync,ro,no_root_squash,all_squash,insecure)
Allora mi ricordo di aver letto qualcosa durante le passate ricerche alle prese con altri problemi legati a nfsd su linux. E cambio così:
/srv/sol/Boot 192.168.5.0/255.255.255.0(sync,ro,no_root_squash,all_squash,insecure)
/srv/media 192.168.5.0/255.255.255.0(sync,ro,no_root_squash,all_squash,insecure)
Funziona!!
E i log confermano:
Feb 25 00:01:18 debian mountd[8758]: NFS mount of /extra/media attempted from 192.168.5.11
Feb 25 00:01:29 debian mountd[8758]: /extra/media has been mounted by 192.168.5.11
Pazzesco ... segno qui da ricordare anche questa scocciatura

sabato 7 febbraio 2009

Wireless iface su linux (ACX111): note d'installazione

E' un sacco di tempo, ormai, che connetto i miei pc, che stanno in camera, al router in soggiorno, via wireless. Mi affido con successo a Dlink con chip Atheros e driver madwifi.
Per il nuovo arrivato ho a disposizione due schede pci: una Belkin/Broadcom e una U.S Robotics con chip Texas Instrument.

Opto per la seconda, e procedo con l'installazione. Questa macchina ha su una debian installata da chiavetta con una ISO netinstall (mi piace fare da zero, scegliere e installare subito roba relativamente aggiornata.
Dopo il reboot, il nuovo pc, routato via ethernet su internet da un'altro pc come soluzione temporanea, ha bisogno di essere indipendente e avere la sua wireless.

Su debian procedo all'incirca così: nella repository ci sono i sorgenti del driver acx. Quindi li tiro giù assieme a module-assistant e agli headers del kernel per la versione attualmente in uso.

apt-get install module-assistant acx100-source

Lancio il tool, che si occupa di automatizzare quello che un tempo si faceva a manina; scompattare, compilare per benino e crearmi il pacchetto .deb da installare.
Ne risulta un acx100-2.6.26-1-686_20070101-3+2.6.26-13_i386.deb da installare via dpkg.

cd /fw/acx111_1.2.1.34
cp * /lib/firmware
modprobe acx


Fatto. Vediamo che dicono i logs:

Feb 7 10:45:52 debian kernel: [29017.574442] acx: compiled to use 32bit I/O access. I/O timing issues might occur, such as non-working firmware upload. Report them
Feb 7 10:45:52 debian kernel: [29017.589967] acx: need to load firmware for acx111 chipset with radio ID 16, please provide via firmware hotplug:
Feb 7 10:45:52 debian kernel: [29017.589971] acx: either one file only (ombined firmware image file, radio-specific) or two files (radio-less base image file *plus* separate adio-specific extension file)
Feb 7 10:45:52 debian kernel: [29017.590080] requesting firmware image 'tiacx111c16'
Feb 7 10:45:52 debian kernel: [29017.590106] firmware: requesting tiacx111c16
Feb 7 10:45:53 debian kernel: [29018.378579] acx: === chipset TNETW1130, radio type 0x16 (Radia), form factor 0x01 ((mini-)PCI / CardBus), EEPROM version 0x05: uploaded firmware 'Rev 1.2.1.34' ===


Sono contenti. Caricata e funzionante. iwconfig parla di una interfaccia wlan0, che è proprio lei!

domenica 7 dicembre 2008

Nautilus: piccole curiosità

Navigando il filesystem sul mio portatile conil Nautilus di Gnome, ho dedicato un pò di tempo per imparare qualcosa sui settaggi possibili e migliorare l'usabilità tramite di essi. Questo manager utilizza Gvfs, il Gnome Virtual Filesystem, di recentissima concezione e composto di alcuni demoni e librerie. La visualizzazione degli oggetti può essere a elenco o a icone. La prima restituisce un elenco, uno per riga, di files e directories e i loro attributi; la visualizzazione a icone permette di vedere il contenuto nella classica modalità dove più icone occupano lo spazio su file e colonne identificate dal loro nome a fianco o in basso.

E' possibile decidere quali informazioni sugli oggetti visualizzare dal pannello Preferenze. Tra queste vi è la dimensione. Abilitato i flag dimesione e possibile in modalità elenco, ordinare le dimensione i files. Nel caso di directories, però, non viene visualizzata la dimensione; per loro in questo campo viene conteggiato il numero di oggetti che contiene, siano essi files o dirs.

Ordinando per dimensione i contenuti di una directory mista filess e dirs, verranno visualizzati prima i files e poi le directories, rispettivamente sistemati dal più grande al più piccolo in numero di Megabytes e in numero di oggetti.

Nautilus può essere lanciato con diversi flags, tra i quali, mi è capitato di usare:

--no-desktop per lanciare il file-manager senza il supporto alla gestione della scrivania. Molto utile per utilizzare Nautilus su un altro WM/DE, ad esempio;
--browser server ad aprire una finestra in modalità esplorazione

giovedì 27 novembre 2008

Quanta RAM?

Come vedo quanta RAM c'è dentro quel server?
In un modo "scriptabile"?

Solaris:
prtconf -vp|grep Mem

Hp-uX:
dmesg|grep -i physical
cat /var/adm/syslog/syslog|grep -i physical
/usr/sam/lbin/getmem
print_manifest|grep -i physical

Linux:
cat /proc/meminfo |grep MemTotal:
top -n 1|grep Mem|awk '{print $1,$3}'

giovedì 20 novembre 2008

Apache su Veritas Cluster Server

Mettere Apache in Failover su ZFS sotto Veritas Cluster Server. Ecco come fare.

Il setup ideale riguarda un Service Group presente su due nodi e composto di tre risorse:
  • IP
  • Apache
  • Zpool
Il pool ZFS "zdata" sarà composto di due dischi in mirror (c1t13d0s2 e c1t14d0s2) e un filesystem zdata/www monterà in /data/www.
# zpool create -f zdata c1t13d0s3
# zpool attach -f zdata c1t13d0s2 c1t14d0s2

# zfs create /zdata/www
# zfs set mountpoint=/data/www zdata/www
# zfs set quota=500M zdata/www
Montare il dataset e compilare apache scaricato preventivamente da httpd.apache.org, qualcosa tipo:
# ./configure -prefix=/data/www
# make
# make install
Una ritoccata al file httpd.conf e siamo a posto.
Ora abbiamo ciò che va messo in HA e affidato a VCS. Per questo creeremo il Service Group "apache" e le risorse "apache_ip", "apache_www" e "apache_zpool".
# haconf -makerw
Il container "apache":
# hagrp -add apache
# hagrp -modify apache SystemList sunbox1 0 sunbox2 1
# hagrp -modify apache AutoStartList sunbox1 sunbox2
# hagrp -modify apache Parallel 0
La risorsa "apache_ip" di tipo IP:
# hares -add apache_ip IP apache
# hares -modify apache_ip Critical 1
# hares -modify apache_ip ArpDelay 1
# hares -modify apache_ip IfconfigTwice 0
# hares -modify apache_ip Device hme0
# hares -modify apache_ip Address 192.168.3.20
# hares -modify apache_ip NetMask 255.255.255.0
# hares -modify apache_ip Enabled 1
La risorsa "apache_www", gli attributi qui settati sono d'esempio, sta al sysadmin di turno stabilire come sia meglio definirli a seconda del caso:
# hares -add apache_www Apache apache
# hares -modify apache_www Critical 1
# hares -modify apache_www ResLogLevel INFO
# hares -modify apache_www Port 80
# hares -modify apache_www SecondLevelMonitor 0
# hares -modify apache_www SecondLevelTimeout 30
# hares -modify apache_www EnableSSL 0
# hares -modify apache_www httpdDir /data/www/bin
# hares -modify apache_www EnvFile /data/www/bin/envvars
# hares -modify apache_www PidFile /data/www/logs/httpd.pid
# hares -modify apache_www HostName vcs_www
# hares -modify apache_www User webservd
# hares -modify apache_www ConfigFile /data/www/conf/httpd.conf
# hares -modify apache_www DirectiveAfter -delete -keys
# hares -modify apache_www DirectiveBefore -delete -keys
# hares -modify apache_www Enabled 1
E infine la risorsa "apache_zpool" per il failover del pool zfs:
# hares -add apache_zpool Zpool apache
# hares -modify apache_zpool Critical 1
# hares -modify apache_zpool ChkZFSMounts 1
# hares -modify apache_zpool PoolName zdata
# hares -modify apache_zpool Enabled 1
Per quanto riguarda le dipendenze tra le risorse l'ordine di partenza dovrebbe essere zpool/IP e poi la risorsa apache. VCS sembra gestire lo startup di default nell'ordine in cui le risorse sono inserite nel Service Group. Questo è fonte di guai, perciò esiste la gestione delle dipendenze, il linking ... e va anche usato. Per questo tornerà utile il comando hares -link:

La sintassi chiede di specificare risorsa genitore e risorsa figlio
# hares -link apache_www apache_zpool
# hares -link apache_www apache_ip
In VCS i genitori son molto gentili (o comodi?), e aspettano che i figli si alzino prima di muoversi a loro volta. All'uscita escono per primi, e i figli vanno offline subito dopo. Questo è da tener conto nel setup delle dipendenze.

Il resto fa parte della gestione abituale.

domenica 12 ottobre 2008

Base10/16 e jumpstarting solaris da linux troubles

Jumpstart da rete, da ambiente misto, server Linux che installa un sistema Solaris 10 su SPARC. Sto rifacendo il clusterino di casa. Come sempre rinfresco i passi da eseguire scorrendo la guida che ho scritto qualche anno fa. Sta qui .

Tutto bene. Finchè non c'è da linkare inetboot con ln -s nominandolo coll'esadecimale del IP della macchina bersaglio.

Qui mi impanico come al solito ... non riesco mai a ricordare come si fà.
Ma alla fine ci arrivo.
Ecco:

Prendi IP, convertilo in forma binaria e da lì a esadecimale!! Ora so dove cercare quando dovrò rifarlo e mi sarò dimenticato; se non entra non entra disse Siffredi in qualche suo film (almeno presumo, mi pare una battuta abbastanza scontata).

Stavolta ho dovuto anche improvvisare passando a obp il kernel da caricare; pareva non essere in grado di trovarlo. Quindi /platform/sun4v/kernel/unix
Probabilmente un effetto collaterale di nfsv4? Indagherò.

Indagato:
apt-get install nfs-user-server

rimuove l'implementazione kernel-nfs e installa quella userspace. Ci avevo preso, era un problema legato a incompatibilità tra nfs4 Solaris e Linux a quanto pare. Basta riavviare il processo dall'inizio e questo va avanti trovandosi il kernel da caricare.

Altra cosa. Se si usa il Network Manager su Linux, è bene disattivarlo o configurarlo perchè l'interfaccia che serve i dati abbia indirizzamento statico per evitare scherzi tipo che tiri giù l'interfaccia.

Altro simpatico problema:
svc.configd: smf(5) database integrity check of:

/etc/svc/repository.db

failed. The database might be damaged or a media error might have
prevented it from being verified. Additional information useful to
your service provider is in:

/etc/svc/volatile/db_errors

The system will not be able to boot until you have restored a working
database. svc.startd(1M) will provide a sulogin(1M) prompt for recovery
purposes. The command:

/lib/svc/bin/restore_repository

Bla,Bla Bla ... il problema riguarda le opzioni di esportazione dei filesystems in /etc/exports.
La soluzione è esportare così:

/sol/Boot *(insecure,sync,ro,no_root_squash)
/vcdrom *(insecure,sync,ro,no_root_squash)

Ora dovrebbe andare.

Una descrizione di molti altri fastidiosi problemi incontrati in questo tipo d'installazione e relativa soluzione si trova qui

sabato 11 ottobre 2008

Listare i contenuti di un pacchetto

Hp-uX:
swlist | grep $nome_pacchetto
swlist -l file $nome_pacchetto

Solaris:
pkginfo|grep $nome_pacchetto
pkgchk -l $nome_pacchetto|grep Pathname

Debian:
dpkg -l|grep $nome_pacchetto
dpkg -L $nome_pacchetto

Gentoo:
qlist -I $nome_pacchetto
qfiles $nome_pacchetto

Red Hat:
rpm -qa|grep $nome_pacchetto
rpm -ql $nome_pacchetto

lunedì 6 ottobre 2008

LAOP: Php e Oracle su Linux

Smanettando con Oracle ho deciso di interfacciarmici con un linguaggio che già conosco e col quale ho realizzato qualche piccola applicazioncina, solitamente usando come backend mySQL.

L'installazione di Oracle su Debian 32bit, e successivo patching alla 10.2.0.4 è stato abbastanza painless. Ho scelto Oracle Database Enterprise Edition, anzichè Oracle XE, per il quale sono forniti binari pacchettizati deb; più che altro per uniformità con la versione che mi ritrovo in ambienti di produzione al lavoro. Tempo fa, lo avevo installato su un HP con Gentoo 64bit e fu dura; questa volta invece tutto liscio.
E' stato sufficiente esportare il display e lanciare la GUI d'installazione con un unico parametro:
#./runInstaller -ignoreSysPrereqs
Questo permette di poter installare senza che venga eseguito il check di sistema operativo e versione; infatti, se non è tra gli OSes supportati, l'OUI (Oracle Universal Installer) esce e quitta.
Per il patching da 10.2.0.1 a 10.2.0.4 è sufficiente fare la stessa cosa descritta qui sopra. Naturalmente ho omesso alcuni passi di preparazione dell'installazione tra cui la creazione dell'utente e l'impostazione dell'ambiente.

Per Apache e Php basta il solito apt-get install. Dopodichè consiglio di verificare che tutto funzioni mettendo il file index.php in /var/www con i contenuti che seguono:
phpinfo():
?>
Manca solo interfacciare PHP a Oracle. Per questo mi son rifatto a una procedura veloce e pulita, descritta sul sito morse.nl

In breve:
#apt-get install php5-dev php-pear
Il secondo fornisce il comando pecl da usare per installare l'estensione Oracle oci8. E' sufficiente passargli la $ORACLE_HOME quando verrà richiesto il PATH dove risiede l'Instantclient. Quest'ultimo sarebbe da installare precedentemente ai pacchetti qui sopra, nel caso la parte server di Oracle risiedesse su un'altro sistema.

Una piccola modifica ancora
#echo "extension=oci8.so" >> /etc/php5/apache2/php.ini
e siamo a posto. Restartando Apache e accedendo di nuovo alla index.php creata prima, è possibile vedere i riferimenti all'estensione oci8.

Questa è una delle possibili configurazioni per poter utilizzare un db Oracle come backend per PHP. Per altre possibilità e un mucchio di informazioni utili in 195 pagine, ci si può rifare al pdf:

The Underground PHP and Oracle Manual

martedì 30 settembre 2008

resize LVM e FS su Linux

Devi dare un paio di Giga a quel filesystem su cui stanno i datafiles di Oracle ...

# lvextend -L +2G /dev/vg/ora_data

Dopodichè, essendo il volume già dimensionato alla nuova misura basta:

#resize2fs /dev/vg/ora_data

per riempire il nuovo spazio con un filesystem ext2/ext3.
Con un kernel 2.6 è possibile fare il grow del filesystem online.

domenica 31 agosto 2008

Snoop, Tcpdump e l'AND

Per catturare del traffico ci sono vari tools; da CLI i più conosciuti sono senza dubbio Snoop e Tcpdump. Mentre il primo è incluso in Solaris e sviluppato da Sun, Tcpdump è un progetto open source e disponibile per essere compilato sui più disparati sistemi operativi.

In genere io uso Snoop, lo conosco abbastanza bene ed è disponibile subito e di default su qualsiasi release di Solaris.

Su Linux, però, non c'è ... quindi se non c'è già, mi aggiusto con tcpdump.
I due tools hano molte similarità, almeno per quanto riguarda logica, sintassi e per la definizione di porzioni specifiche del flusso di pacchetti da catturare tramite espressioni.

Oggi, mi son bloccato su un particolare:

dovendo catturare il traffico proveniente da 192.168.2.1 e destinato alla porta 514, con Snoop avrei digitato:
# snoop -d ce2 ip src 192.168.2.1 port 514
Quindi vado deciso, controllo che tcpdump sia installato e:
# tcpdump -i ce2 ip src 192.168.2.1 port 514
tcpdump: syntax error
Mmh ... chiedo in IRC, nei canali che frequento; la soluzione sta com'è ovvio, nella sintassi:
avevo già notato che ip src e port usate una alla volta funzionavano, inoltre sapevo e mi sono sincerato guardando il man, che fossero keyword esistenti;
comunque ... Tcpdump, a differenza di Snoop, vuole l'AND, quindi:
# tcpdump -i ce2 ip src 192.168.2.1 and port 514
Funziona.
Snoop, comunque, accetta l'and, sebbene lo sottintenda se non specificato.
Da ricordare. Risolto.

giovedì 14 agosto 2008

Filesystems about in linux e unix

Tra le altre cose, il comando df e' utile per conoscere il tipo di un filesystem.
Se su Solaris e' visualizzabile con:
# df -n
/ : ufs
/devices : devfs
/system/contract : ctfs
/proc : proc
/etc/mnttab : mntfs
/etc/svc/volatile : tmpfs
/system/object : objfs
/platform/sun4u-us3/lib/libc_psr.so.1: lofs
/platform/sun4u-us3/lib/sparcv9/libc_psr.so.1: lofs
/dev/fd : fd
/var : ufs
/tmp : tmpfs
/var/run : tmpfs
/dev/vx/dmp : tmpfs
/dev/vx/rdmp : tmpfs
/REPLICA_BACKUP : samfs
Su Linux:
# df -T
Filesystem Type 1K-blocks Used Available Use% Mounted on
/dev/sda2 ext3 20161204 16495184 2641880 87% /
varrun tmpfs 387640 76 387564 1% /var/run
varlock tmpfs 387640 0 387640 0% /var/lock
udev tmpfs 387640 56 387584 1% /dev
devshm tmpfs 387640 0 387640 0% /dev/shm
lrm tmpfs 387640 39776 347864 11% /lib/modules/2.6.24-20-generic/volatile
/dev/sdb2 ext3 117188268 98941524 12293860 89% /mmedia
/dev/sda3 ext3 16247640 13169908 2252396 86% /extra
overflow tmpfs 1024 92 932 9% /tmp
Su Solaris e' possibile farlo anche con:

# ' fstyp /dev/vx/dsk/bootdg/rootvol
ufs

sabato 28 giugno 2008

Opensolaris 2008.5

Oggi ho installato Opensolaris sul mio notebook. Aveva bisogno di una rinfrescata, avevo su una SXCE 83 ormai datata e incasinata.

E perchè allora non provare la discussa Indiana!!

Devo dire che, rispetto alla b83 di SX c'è qualcosa di più della sensazione di una maggiore velocità, sia nel boot che nell'esecuzione dei programmi in ambiente Desktop.

I cambiamenti sono tanti, ma soprattutto incisivi.

Zfs soppianta in toto UFS; questo devo dire mi sta lasciando un bel pò di confusione.

IPS per gestire i pacchetti e il passaggio a una build superiore: in pratica utilizza un mix di snapshot/cloning zfs e Live Upgrade, frutto del comando pkg image-update. L'ho provato, ha fatto tutto lui, e dopo il reboot non ha funzionato. Credo di essere riuscito a tornare al sistema precedente e di rimuovere i resti del fallito upgrade. Tutto sommato, mi aspettavo che questo sistema di gestione dei pacchetti fosse, intuitivo, più semplice e veloce (è un accrocchio Python, a quanto pare l'errore Gentoo Portage non ha insegnato niente a nessuno). Mi aspettavo l'ennesimo apt-get ,pkg-get con la sua semplicità e friendliness, e invece c'è da usare il man anche per la più semplice operazione. Mi abituerò.

Questo post è in movimento, posterò il resto più tardi


06/07/2008 UPDATE:

E' dura per me ammetterlo, ma per avere un portatile con cui poter lavorare in modo confortevole, ho dovuto rimuovere Opensolaris ... l'alternativa era tornare a Solaris Express, ma alla fine mi sono convinto col fare il salto della barricata.
Opensolaris non mi piace, non funziona come vorrei, è scomodo, pesante, buggato; la disponibilità di pacchetti nelle repositories IPS, che era una delle features che mi ha attratto è scarsa, tant'è che negli ultimi due giorni avevo messo su pkg-get di Blastwave, che con la sua disarmante velocità, semplicità e somiglianza ad APT, è una gran cosa per gli utenti Solaris.
Insomma, tra FreeBSD e Linux, alla fine ho scelto Debian ... vedremo cosa dirà il tempo, insistere su usare Opensolaris o SX sul portatile ha saputo darmi un'idea di "privazione" che Linux non mi da, sebbene non possieda tante features che il bimbo di Sun ha.

venerdì 20 giugno 2008

Playing Linux Raid and Logical Volumes

Stasera si gioca col software Raid di linux.
Ho un Multipack di Sun, quello da 6 dischi scsi SCA (esiste il modello da 12) ... è pieno.
Ho Linux e in questo momento desidererei Solaris :)
Ma non demordo mica ... ho 6 dischi da 32 Gb e il bisogno di un volume per metterci "files artistici di futuristica visione commentanti un domani possibile", dicasi Star Trek; tanti ST!

Valuto che sarebbe bene un Raid5, meglio se ha spalmato sopra un volume e filesystem dinamici, per riorganizzare in seguito gli spazi.

Avendo a disposizione un Jbod e un HBA scsi senza RAID hardware, andrei per un Raid5 software con sopra quella che chiamerei una soft partition ... se solo avessi Solaris ... due comandi è il gioco è fatto.

SMETTILA!!

Il Software Raid di linux (mdraid) e lvm2 fanno al caso mio, quindi si comincia.
Su ogni disco fisico creo una partizione a colpi di:

# fdisk /dev/sdX

X va da a a a f.

Queste partizioni le darò in pasto a mdadm per creare il bimbo raid5, praticamente così:
#/sbin/mdadm --create --verbose /dev/md0 --level=5 \
--raid-devices=6 \
/dev/sda1 /dev/sdb1 /dev/sdc1 /dev/sdd1 /dev/sde1 /dev/sdf1
mdadm: layout defaults to left-symmetric
mdadm: chunk size defaults to 64K
mdadm: size set to 35559744K
mdadm: array /dev/md0 started.

E questo è quanto, il disco logico raid5 è fatto; la palla passa a LVM2
Si tratta di tirare dentro md0 come PV, Phisical Volume, e creare un VG, Volume Group
che lo contiene ... esso avrà un nome, il mio si chiama multipack.

#pvcreate /dev/md0
Physical volume "/dev/md0" successfully created
#vgcreate multipack /dev/md0
Volume group "multipack" successfully created

Ok, infine, dando i Pe disponibili nel VG, visualizzabili col comando vgdisplay alla riga Free PE
si crea il Logical Volume:

lvcreate -l 43407 multipack -n DATA
Logical volume "DATA" created

Ora possiamo dire di avere il nostro bel volume, eccolo in tutto il suo splendore:

lvdisplay /dev/multipack/DATA
--- Logical volume ---
LV Name /dev/multipack/DATA
VG Name multipack
LV UUID Db0D3T-2xo0-uik3-hZdk-ykd4-61X0-Y1tUXY
LV Write Access read/write
LV Status available
# open 0
LV Size 169,56 GB
Current LE 43407
Segments 1
Allocation inherit
Read ahead sectors 0
Block device 253:0


169 Gb protetti, non male, speriamo anche funzioni come si deve;
devo dire che fin'ora, su macchine di produzione che mi sono capitate è
andato sempre tutto liscio.
Non rimane che scegliere un filesystem e crearcelo su, poi è pronto per essere montato.




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